Terzo settore: equilibrio tra amministrazione e comunicazione

12 Gennaio 2026

Come vediamo a breve il Terzo settore è un mondo articolato e in costante espansione, per emergere occorre una strategia chiara che abbracci in egual modo amministrazione e comunicazione.

Infatti nel Terzo settore amministrazione e comunicazione sono strettamente correlati, il loro equilibrio fa la differenza tra successo e fallimento.

Per comprendere bene facciamo una breve panoramica.

Il Primo settore è quello pubblico, il secondo comprende realtà legate all’economia di mercato, come aziende e società, il terzo racchiude organizzazioni che agiscono senza scopo di lucro.

Il termine Terzo settore fu introdotto alla fine degli anni ’80 per definire soggetti privati che, rispondendo a bisogni di categorie sensibili erogano beni e servizi con destinazione pubblica o collettiva.

Poi nel 2017 il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, mediante riforma specifica ha introdotto la qualifica ETS, ovvero quelle realtà che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

La qualifica ETS, ovvero enti del Terzo settore si ottiene richiede requisiti specifici, implica sia agevolazioni che oneri, e la riforma ne individua sette tipologie:

  1. le organizzazioni di volontariato (Odv)
  2. le associazioni di promozione sociale (Aps)
  3. gli enti filantropici (Ef)
  4. le imprese sociali, incluse le cooperative sociali (Is)
  5. le reti associative
  6. le società di mutuo soccorso (Sms)
  7. la categoria altri Ets, tutti quegli enti non riferibili alle tipologie precedenti

Il Terzo settore è un universo in costante espansione, infatti Italia le realtà non profit sono oltre 360.000, coinvolgono più di 900.000 risorse e, attorno ad esse ruotano circa 4.5 milioni di volontari.

Ora, in un contesto così ampio e diversificato è essenziale distinguersi, altrimenti si rimane intrappolati nel rumore di fondo della massa.

Per distinguersi non basta una corretta comunicazione, poiché il Terzo settore non è l’imprenditoria o il commercio, che richiede una comunicazione più semplice ed immediata.

E non basta nemmeno una corretta amministrazione, altrimenti si è impeccabili a livello burocratico ma percepiti freddi e distaccati come aziende o pubbliche amministrazioni.

Per distinguersi nel Terzo settore occorre equilibrio tra amministrazione e comunicazione, poiché sono strettamente correlate.

Il collante che permette sinergia ed equilibrio tra amministrazione e comunicazione nel Terzo settore sono:

  • trasparenza
  • comunione di intenti
  • brand

Trasparenza

Una corretta amministrazione rende l’ente del Terzo settore libero di agire secondo le sue potenzialità, a favore della propria missione sociale.

Questo significa che, per agire nel Terzo settore non basta aprirsi la classica associazione, come accadeva fino a qualche decennio fa, bensì scegliere con estrema cura il corretto contenitore giuridico, poiché deve essere coerente alla propria missione sociale.

Qui è indispensabile avvalersi di un esperto, poiché il contenitore giuridico deve riflettere una strategia chiara sia nel breve che nel lungo termine.

Solo così puoi comunicare in maniera altrettanto trasparente la tua missione sociale, coinvolgere il pubblico, instillare i significati profondi alla base del tuo operato.

Altrimenti una comunicazione non coerente con una corretta amministrazione è solo show, apparenza e, nel contesto del Terzo settore non solo non funziona, bensì lavora contro di te.

Comunione di intenti

Per anni il Terzo settore è stato quasi privo di norme chiare e, se dal un lato rendeva semplice la gestione di associazioni o fondazioni, dall’altro rendeva tutto nebuloso o persino sospettoso per i non addetti ai lavori.

Oggi la riforma del Terzo settore impone agli enti un’organizzazione simile a quella imprenditoriale, dove le buone intenzioni, per quanto onorevoli siano devono diventare comunione di intenti, ovvero azioni sinergiche alla missione sociale.

Una corretta amministrazione rende la mission sociale concretizzabile, la comunicazione racconta come essa si evolve e porta benefici alla collettività.

Invece, se amministrazione e comunicazione non sono in equilibrio, ciò che raccontiamo non rispecchia la realtà e quindi, l’ente è impossibilitato a perseguire la sua missione come invece dichiara.

Brand

Il brand è un discorso estremamente complesso e articolato, per adesso ci basta sapere che, nel contesto del Terzo settore si basa sul giusto equilibrio tra logica ed emozioni.

La parte amministrativa rispecchia la logica, ovvero ciò che facciamo concretamente, mentre la parte comunicativa rispecchia l’emozione, quindi rende la missione sociale sia affasciante che coinvolgente.

Ora, il brand per un ente del Terzo settore è completamente diverso da quello delle aziende tradizionali, poichè una realtà sociale:

  • non vende prodotti o servizi individuali
  • non offre benefici individuali e/o a breve termine
  • il valore dei benefici è proporzionale alla chiarezza della sua missione sociale

Il brand è un insieme di esperienze, quindi percezioni, sensazioni ed emozioni attraverso cui il pubblico quantifica il valore dell’ente del Terzo settore.

Qui amministrazione e comunicazione devono essere sincronizzate, permettendo a logica ed emozioni di creare il giusto equilibrio per rendere la missione sociale sia fattibile che coinvolgente.

Bene.

C’è molto da dire, per adesso deve essere chiaro che, per agire nel Terzo settore non bastano buone intenzioni o improvvisazione dettata dalla buona fede, altrimenti si perdere tempo e denaro.

Nel Terzo settore occorre una strategia chiara che abbracci sia amministrazione che comunicazione, donando equilibrio e forza alla propria missione sociale.

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