Chi sono

Chi Sono: L'Economia al Servizio della Persona

Se stai cercando una lista asettica di titoli accademici o un elenco puntato di successi professionali, forse questa non è la pagina giusta per te.

Se invece ti chiedi cosa spinga un Dottore Commercialista torinese, con i piedi ben piantati nel pragmatismo sabaudo, a dedicare gran parte della sua vita professionale a chi si occupa degli “ultimi”, allora sei nel posto giusto.

Mi chiamo Riccardo Petrignani e, dal mio osservatorio in Corso Regina Margherita 1 bis a Torino, cerco di fare una cosa apparentemente semplice ma tremendamente complessa: provare a realizzare i sogni di chi vuole cambiare il mondo.

Le Radici e la Scelta

Sono cresciuto professionalmente in una Torino che lavora, quella che non ama i riflettori ma che produce valore reale.

Ho iniziato, come tanti, misurando il successo con i numeri dei bilanci commerciali.

Ben presto ho capito che i numeri, da soli, sono muti.

La mia “conversione” professionale è avvenuta sul campo.

Mi sono trovato quasi per caso a gestire la complessità di una ONLUS di grandi dimensioni – una realtà da 20 milioni di euro di entrate e 500 anime tra dipendenti e collaboratori.

Lì ho capito che il Terzo Settore non è la “Cenerentola” dell’economia, gestita con approssimazione e buon cuore.

Al contrario: è un settore che richiede più rigore del profit, perché non maneggia solo denaro, ma speranze, dignità e beni comuni.

Da quel momento, ho deciso che il mio ruolo non sarebbe stato solo quello di “tenere i conti”, ma di essere un commercialista della sostenibilità sociale.

Cosa Faccio Oggi (e Perché)

Oggi guido la FiscalGest STP Società Benefit.

Non è un caso che siamo una Società Benefit: abbiamo scelto di scrivere nel nostro statuto che il profitto non è l’unico fine, ma un mezzo. Facciamo per noi stessi ciò che insegniamo ai nostri clienti.

Il mio lavoro si snoda su tre grandi direttrici, che si intrecciano ogni giorno:

  1. La Trincea della Riforma: Il Codice del Terzo Settore ha cambiato rivoluzionato tutto. Come componente della Commissione Enti Terzo Settore del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, passo le mie giornate a tradurre norme complesse in procedure semplici per associazioni e fondazioni. Il RUNTS (Registro Unico Nazionale) non deve essere un mostro burocratico, ma una vetrina di trasparenza. Aiuto gli enti a capire che essere trasparenti è il miglior modo per attrarre risorse.
  2. La Formazione dei Nuovi Leader: Credo fermamente che il “bene” vada fatto “bene”. Per questo ho accettato la sfida di guidare, come Amministratore Delegato, la SAA – School of Management.1 Qui non formiamo solo manager d’azienda, ma “costruttori di impatto”. Con i nostri Master in Disability Management, insegniamo che l’inclusione non è un costo, ma una leva di innovazione competitiva. È la mia scommessa sul futuro: manager con la calcolatrice in una mano e la Costituzione nell’altra.
  3. Il Volontariato di Competenza: Non si può predicare senza praticare. Sono onorato di servire come Presidente del Collegio dei Revisori per l’Associazione Volontariato Cottolenghino e di collaborare con la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Lì tocco con mano la “provvidenza”, ma ricordo sempre a me stesso e agli altri che la provvidenza ha bisogno di bilanci in ordine per operare. Collaboro anche con le AVIS, aiutando i volontari a mettere la loro esperienza al servizio della raccolta del sangue e del plasma a favore della collettività.

La Mia Filosofia: "Concretezza Sabauda"

A Torino abbiamo un modo di dire, o meglio, un modo di fare: poche parole, molti fatti.

Nel mio studio non sentirai parlare di “filantropia strategica” se prima non abbiamo messo in sicurezza la cassa.

Il mio approccio è quello di un “tecnico sociale”:

  • Non ti dirò che un progetto è bello solo perché è “buono”. Ti dirò se è sostenibile.
  • Non ti nasconderò i rischi fiscali di una raccolta fondi mal gestita. Ti darò gli strumenti per farla a norma di legge.
  • Non mi accontento di vedere un bilancio in pareggio. Voglio vedere un Bilancio Sociale che racconti quante vite hai cambiato.9

 

Credo che il Terzo Settore sia il vero motore di resilienza del nostro Paese. Ma un motore potente ha bisogno di ingranaggi perfetti e di olio di qualità. Io sono lì, con la mia cassetta degli attrezzi, a far sì che quel motore non si inceppi mai.

Guardiamo Avanti

Il futuro che vedo per Torino e per l’Italia è fatto di ibridazione. Imprese che si preoccupano del welfare, associazioni che imparano a stare sul mercato, finanza che diventa etica (come nel Microcredito, un’altra mia grande passione).11

Se hai un progetto che vuole lasciare il segno, se gestisci un ente e ti senti schiacciato dalla burocrazia, o se semplicemente vuoi capire come trasformare un’idea solidale in una struttura solida, la mia porta in Corso Regina 1 bis è aperta.

Troverai un caffè caldo, molta franchezza e, spero, la soluzione che cercavi.

Riccardo

Ogni grande progetto sociale ha bisogno di fondamenta sicure.

Se cerchi risposte chiare su bilanci, riforma o gestione, sono qui per ascoltarti. Parliamo delle tue esigenze e troviamo la rotta giusta.