Nel Terzo Settore strategia e amministrazione sono gemelle, il loro equilibrio è essenziale per dare sostanza alla propria missione sociale.
In oltre vent’anni di esperienza ho visto enti sociali fallire poiché privi di direzione concreta; di riflesso ne ho visti altri che, equilibrando strategia e amministrazione hanno ottenuto risultati incredibili.

Per comprendere bene vediamo il caso reale dell’Associazione Outsider e del progetto Teatro Contromano.
L’Associazione Outsider nacque grazie ad un religioso del Cottolengo di Torino, il primo che intuì l’esigenza di creare animazione tra i degenti, composti da anziani, disabili e persone abbandonate.
Quando incontrai il religioso compresi la sua intenzione, ovvero insegnare recitazione ai degenti e permettergli di esibirsi in teatro, quindi l’obiettivo andava articolato seguendo due step consequenziali, ovvero:
- vincere la resistenza interna alla struttura, come conseguenza della novità
- creare un progetto innovativo per il panorama italiano
Il progetto, assolutamente innovativo in Italia era quindi soggetto a vuoto normativo, di conseguenza lo stilai equilibrando strategia e amministrazione per il Terzo settore.
Ovvero, una strategia chiara dà concretezza alle intenzioni, mentre l’amministrazione permette di portarla avanti evitando di restare intrappolati nella burocrazia.
Così, vinta la reticenza interna iniziai a creare un contenitore giuridico per selezionare volontari secondo competenze specifiche, come
- insegnanti di recitazione
- registi
- scenografi
- costumisti
- esperti di ballo
Conscio che strategia e amministrazione nel Terzo settore sono gemelle, affinai man mano progetto e contenitore giuridico di modo che, oltre ad ottenere le autorizzazioni necessarie, mantenesse la sua originalità.
Non fu per niente facile, tuttavia dopo mesi di ricerca fondi e lotta contro la burocrazia, finalmente eravamo pronti per andare in scena.
Quella sera, per la prima volta in Italia, disabili insieme ad attori e ballerini professionisti recitavano insieme, in un teatro gremito di persone.
L’esibizione fu un successo strepitoso, oltre ogni aspettativa e, guardando gli occhi degli spettatori, non di rado umidi di emozione, capimmo che davvero ce l’avevamo fatta.
Il culmine si raggiunse con Vito, degente del Cottolengo nato privo di braccia e gambe, quando si esibì insieme ad una ballerina professionista.
I due, con un raffinato gioco di ombre generarono una spettacolare illusione ottica, facendo vivere al pubblico la crescita di braccia e gambe, accompagnati dalla melodia di Franco Battiato sulle diversità.
Fu un’esperienza incredibile, emozionante, che mai potrò dimenticare.
Quella sera, anche se ancora relativamente giovane, capì che equilibrando strategia e amministrazione nel Terzo settore, è davvero possibile dare sostanza ai sogni, ovvero alla parte migliore dell’essere umano.